“Ma lo Yoga, cos’è?”

Sono stati scritti migliaia di libri sullo Yoga, quindi non potrò in un solo articolo essere completamente esaustiva in merito. Ma quello che voglio fare oggi, è darti un’infarinatura generale, delle basi sullo Yoga.

Inizio con il dirti che lo yoga non è uno sport. Non è una religione. Non è una setta.

Lo yoga è una disciplina.

E’ una scienza, una filosofia di vita che viene tramandata da millenni.

Lo yoga quindi è anche storia.

Ma, cos’è nella pratica?

Yoga deriva dal sanscrito Yuj che vuol dire “unire, collegare, connettere”. Connettere in questo senso il sé individuale al sé universale, l’essere umano con l’intero universo.

Per arrivare a tanto è necessario passare da alcune “gradini”, che hanno l’obiettivo di unire prima di tutto il corpo, la mente e lo spirito. Perché, se non siamo connessi con il nostro vero io, come possiamo pensare di essere connessi con il resto dell’universo?

Nello yoga si pratica il controllo del respiro e del corpo per raggiungere una migliore consapevolezza di noi stessi come parte integrante del Tutto.

 

shiva

 

Questa filosofia risale al 5000 A.C, ma i principi dello yoga sono stati organizzati ed espressi chiaramente solo molto tempo dopo negli Yoga Sutra di Patanjali. In questo libro Patanjali ha descritto le problematiche della mente umana e gli 8 passi necessari al raggiungimento della consapevolezza, e quindi al controllo della mente.

  • Yamas : regole etiche e morali universali
  • Nyamas: virtù e comportamenti positivi
  • Asanas: posture del corpo
  • Pranayama: esercizi di controllo del respiro e del prana, ossia l’energia.
  • Prathyara: controllo dei sensi
  • Dharana: concentrazione interna
  • Dhyana: meditazione
  • Samadi: unione con Dio

Ogni passo verrà sviluppato in altri articoli, ma quello che devi sapere per iniziare è che la pratica dello yoga ti aiuta a controllare il corpo tramite le asanas, quindi le posizioni, e la mente tramite il respiro e le tecniche di pranayama.

Controllare corpo e mente vuol dire essere consapevoli, vuol dire riuscire a vivere nel momento presente.

 

E nel momento in cui la mente cessa di creare pensieri, in quei piccoli istanti in cui la mente si ferma, ecco, lì affiora il nostro spirito, il nostro essere, la nostra vera essenza, indipendentemente da condizionamenti sociali, culturali e famigliari.

E’ per questo che si dice che lo yoga porta serenità, pace e benessere.

A mio avviso oggi ci sono troppi corsi di yoga che si sono distaccati da questi principi. Lo yoga è una pratica spirituale, un cammino personale e profondo. Quello che vedo ora sono molti corsi di ginnastica, gente che per un’ora si muove in posizioni che gli yogi di una volta non si sognavano neanche.

Qui di seguito troverai i tipi di yoga che ti consiglio di seguire (che sono quelli che io pratico), perché i più tradizionali e “fedeli” al passato:

  • Hatha Yoga: è un sistema che si prefigge di avere il controllo sul corpo per avere il dominio sulla mente. Ha=Sole e Tha=Luna. Questa pratica ha lo scopo di equilibrare queste due forze contrapposte presenti nel corpo umano, attraverso le asana e il pranayama.
  • Ashtanga Yoga: nato grazie a Pattabhi Jois, è uno stile molto rigoroso focalizzato su specifiche sequenze di asana accompagnate dal principio del vinyasa: ogni movimento è associato ad un atto respiratorio.
  • Kundalini Yoga: questo tipo di yoga comprende sequenze di asana, tecniche di respirazione dinamica, canti e meditazione. Lo scopo è quello di risvegliare l’energia primordiale che si trova alla base della spina dorsale, chiamata appunto kundalini.
  • Raja Yoga: è il cosiddetto Yoga Regale, perché rappresenta il culmine della pratica spirituale. Si basa sugli ultimi 3 principi di Patanjali (concentrazione, meditazione e unione) e la meditazione viene quindi usata come strumento per arrivare alla massima consapevolezza, all’unione con Dio.

Spero di averti chiarito un po’ le idee su questo mondo immenso che è lo Yoga. Quello che devi fare ora, se sei interessato, è sperimentare e vivere lo yoga personalmente. Prova gli stili e vedi quello che più fa per te, quello che ti fa sentire meglio.

E ovviamente, se hai bisogno, scrivimi in privato!

Buona pratica 🙂

sirshasana

Namasté

Lo Yoga: uno state of mind and being.

Si, lo yoga è uno state of mind..and being.

Che lo yoga sia uno stato mentale e dell’essere non è poi così scontato.

Non c’è yoga solo quando si pratica o solo quando si è nella “shala”.

Ci può essere yoga anche quando siamo concentrati a fare una sola cosa, quando stiamo vivendo quello che stiamo facendo a pieno.

Yoga vuol dire “unire”. Unire in questo senso mente, corpo e spirito.

 

Trekking Begnas Lake

L’altro giorno sono andata a fare una camminata in mezzo alla natura, era da qualche giorno che non lo facevo dato il clima milanese, e mi sono sentita UNO con la natura. Una sensazione di pace, benessere mi ha pervaso. In quel momento non avevo bisogno di nient’altro. Ho vissuto quel momento al 100% e mi sentivo parte integrante di qualcosa più grande di me.

Questo è yoga.

Yoga è anche quando fai un bagno rilassante, quando fai snowboard, quando stai cavalcando un’onda. Insomma quando il tuo corpo, mente e spirito sono lì concentrati in quel preciso istante.

Quello che è importante imparare è proprio questo. Essere degli yogi in tutti i campi della vita. Cercare lo yoga nella vita di ogni giorno, nelle abitudini che abbiamo, in tutti i momenti.

Quello che ti differenzia dagli altri, è proprio come decidi di vivere ogni momento della vita. Come decidi di affrontarlo.

Lo yoga insegna che ogni istante deve essere vissuto a pieno, perché è l’unica cosa che c’è. Il passato è la somma di tutti questi piccoli istanti che hai vissuto, e il futuro sarà la stessa cosa. Quindi, come decidi di vivere il presente?

Questo per dirti che se vuoi veramente essere uno yogi, non importa quanto sei flessibile, se poi nella vita di tutti i giorni ti perdi in un bicchiere d’acqua, o non riesci a viverti il momento perché preso da mille pensieri o cose da fare.

Yoga è flessibilità,  non solo del corpo, ma soprattutto della mente.

Anche se a volte ti può sembrare difficile, prendi del tempo per te. Per farti un bagno, per passeggiare e ascoltare il tuo silenzio, per bere un the e assaporare il momento. E ricordati di vivere profondamente ogni cosa che stai facendo, senza distrazioni.

Se sei a pranzo con un amico, lascia perdere il telefono. Quando sei a vedere un tramonto, goditi l’energia che ti trasmette il sole in quel momento, prima di fare una foto. Vivi, prima di condividere.

Questo è quello che cerco di insegnare durante le mie lezioni di yoga. Anche quando finisco la pratica con i miei alunni, cerco di far mantenere quello stato di pace, anche in ciò che viene dopo. Se devi cenare, mantieni quello stato di calma e concentrazione. Se devi chiacchierare, fallo lentamente. Se devi uscire dalla sala per raggiungere l’auto, mantieni il ritmo calmo e vivi quei passi come fossero una pratica yoga.

Se cominci a vivere in questo modo, i tanti problemi diventeranno sciocchezze, e tutti i momenti diventeranno eterni.

 

 

 

 

Trova o Ritrova le tue Radici: Bhagirathasana, una variante di Vrksasana

Lo yoga ti insegna ad ascoltare il tuo corpo. E a ritrovare l’equilibrio nel momento in cui ti senti “disorientato”.

Ogni volta che pratico yoga, lo faccio con un obiettivo o per una determinata necessità.

E’ molto raro che esegua sempre la stessa pratica. Tutto dipende da come mi sento.

Ci sono volte che pratico Vinyasa  perché sento di avere molta energia e quindi voglio trasportarla nella pratica. Altre volte sento di essere stanca, sottotono quindi pratico Hatha magari mantenendo gli occhi chiusi facendo poche asana ma cercando di andare molto in profondità.

Per esempio in questi ultimi 3 giorni mi sentivo “persa”, perché avevo smarrito il mio equilibrio interiore. Sai cosa ho fatto per recuperarlo? Ho eseguito per 2 giorni solo sessioni con asana di “equilibrio”.

E così sono ritornata in me!

Ebbene si queste asana sviluppano l’equilibrio del corpo andando a lavorare sulle funzioni del cervelletto, che è l’organo che controlla il modo in cui il corpo funziona in movimento. Focalizzandosi e concentrandosi su queste posizioni, in cui è necessario mantenere il corpo in equilibrio o su una gamba, o anche sulle mani, si riesce a sviluppare la concentrazione e l’equilibrio a livello psichico, emozionale e mentale.

Se vuoi eliminare ansia, stress o tensione, pratica questo tipo di asana e cerca di mantenerle il più a lungo possibile.

Ci sono molte posizioni di equilibrio sia nell’Hatha che nel Vinyasa yoga, una delle più semplici e che a me piace molto è  Vrksasana, in particolare una sua variante chiamata Bhagirathasana.

Questa deve il suo nome al Re Bhagiratha che si dice sia stato per lungo tempo in questa posizione pregando il Dio Shiva per far tornare il Gange sulla terra.

 

VrksasanaNepal

Ora ti dico spiego qual è il suo significato e quali benefici apporta.

Significato: Vrksasana significa “Posizione dell’albero”, perché ci poggiamo su una gamba che rappresenta il tronco e eleviamo le braccia verso il cielo, proprio come fanno i rami di un albero. Mi piace per il suo significato simbolico, in quanto rappresenta l’albero della vita, che affonda stabili radici nel terreno e che poi cresce verso l’alto, proprio come dovrebbe fare ogni essere umano nella propria evoluzione personale e spirituale.

Benefici:

  • Calma la mente, lo stress e la tensione
  • Stira i muscoli del bacino e della colonna vertebrale
  • Allunga i muscoli dell’interno coscia
  • Riduce i piedi piatti
  • Riduce i sintomi della sciatica
  • Migliora l’equilibrio e la postura del corpo

Ecco come eseguirla:

Con questa asana lavori sui due aspetti energetici del corpo:  yin ( che rappresenta la femminilità e la luna) e yang ( che rappresenta il maschile e il sole). Per creare un equilibrio di questi due aspetti (dal punto di vista energetico e fisico), devi eseguire la posizione per la stessa durata da entrambi i lati.

  • Posizionati in Tadasana, ossia in piedi con i piedi paralleli e le braccia distese lungo il corpo.
  • Sposta il peso del corpo sulla gamba sinistra e cerca di tenere la pianta del piede ben appoggiata a terra e le dita il più possibile aperte (per creare maggiore stabilità).
  • Piega la gamba destra e appoggia la pianta del piede all’interno della coscia sinistra (se sei all’inizio puoi appoggiarla sotto al ginocchio).
  • Il bacino è retroverso. Per ora tieni le mani sui fianchi e spingi la pianta del piede contro la coscia per fare resistenza e mantenere l’equilibrio.
  • Quando ti senti pronto, solleva le braccia verso l’alto e unisci i palmi delle mani.
  • Mantieni lo sguardo fisso su un punto davanti a te.
  • Mantieni questa posizione fino a quando riesci
  • Sciogli la posizione con controllo abbassando prima le braccia e poi riposizionando il piede a terra.
  • Fai lo stesso e per la stessa durata con l’altro piede.

Spero che questo articolo possa esserti di aiuto;-)

Shirshasana: la mia asana preferita

Oggi voglio parlare della mia posizione preferita : shirshasana.

La shishasana o posizione sulla testa,  è quella posizione a cui tutti ambiscono quando iniziano yoga, tutti ne rimangono meravigliati e stupiti.

Credo che la reazione di ognuno di noi sia “come faccio a mettermi a testa in giù?”.

E’ proprio questo “essere a testa in giù” che ci mette di fronte alla prima difficoltà. Non solo una difficoltà fisica, ma soprattutto psicologica. Perché in realtà, praticare questa posizione, dopo che si capisce come farla, è abbastanza semplice. Quello che più ci frena è la nostra mente, la paura di metterci a gambe in su, di capovolgere così … la nostra vita di sempre!

Perché si, praticare shirshasana vuol dire uscire dalla normalità, uscire dalla nostra zona di confort, affrontare l’ignoto, affrontare noi stessi.. e vedere la vita da un altro punto di vista: al contrario.

Mi ricordo una delle mie prime allieve, che quando è riuscita a mettersi in questa posizione con il mio aiuto e con la pratica, si è quasi messa a piangere, perché non credeva possibile che sarebbe mai riuscita a farlo.

Eppure lo yoga è questo. Yoga vuol dire conoscersi. Andare al di là dei nostri limiti fisici, vuol dire superare i nostri limiti mentali, e avere più fiducia in noi stessi.

 

Intanto ti metto qui di seguito un video della mia prima Shirshasana quando ero in Nepal, dovrei potrai vedere come si esegue nella fase iniziale, e dove potrai anche notare degli errori, ossia il dondolio, provocato dalla “non contrazione” di addominali, glutei, gambe e piedi.

 

 

Vediamo ora quali sono i benefici a livello fisico:

  • Sulla colonna vertebrale: il cranio sostiene il peso del corpo e l’azione si ripercuote fino all’articolazione della quinta vertebra lombare e del sacro su cui si appoggia tutto il nostro peso. Puoi immaginare a quanta pressione è sottoposta ogni giorno, e maggiormente quando si corre. Praticando Shirshasana si va ad alleggerire questo peso dato che la zona lombare deve sostenere solo il peso di gambe e del bacino. E in questo modo le vertebre si pongono in una posizione normale e si eliminano i dolori o fastidi nella zona dei reni.
  • Sulla circolazione sanguigna e sugli organi addominali: la forza di gravità elimina le ipostasi venose delle gambe e degli organi addominali che si creano con la posizione verticale. In questo modo si prevengono le varici e le emorroidi. Questa posizione decongestiona gli organi addominali e quelli che hanno subito un abbassamento sono riportati al loro posto e riprendono la forma normale
  • Sul cervello: con l’inversione della pressione sanguigna il sangue affluisce in abbondanza nel cervello rigenerandolo letteralmente. Questo significa che i capillari saranno più elastici e si apriranno permettendo un maggiore passaggio di sangue, eliminando quindi problemi come cefalee e emicranie. Avremo un miglioramento delle prestazioni del cervello, della concentrazione e della memoria.
  • Eliminazione della stanchezza mentale e dell’ansia
  • Miglioramento della capacità del corpo di regolare la pressione sanguigna attraverso la stimolazione dei recettori neurosensoriali
  • Rafforzamento dei muscoli della schiena, delle spalle e delle braccia
  • Miglioramento della miopia, presbiopia e astigmatismo

Essendo una posizione capovolta, Shirshana comprende anche qualche controindicazione, che ti riporto qui di seguito:

Le donne in gravidanza non dovrebbero praticare questa posizione solo per il rischio di caduta.

Non è invece indicata per persone con glaucoma, a causa dell’aumento della pressione del sangue negli occhi, in caso di problemi a spalle e collo; per persone con ipertensione, problemi cardiaci,  osteoporosi e otiti.

Spero che alla fine di questo articolo avrai voglia di metterti subito a praticare SHIRSHASANA senza paure!! Ma mi raccomando, se stai per iniziare, pratica solo sotto la supervisione di un esperto!

shirshasana

Come puoi vedere, con la pratica e la costanza, sono migliorata e ora mi diverto!

Se hai qualche domanda scrivimi pure in posta!

Namasté